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PERITO - Presuttano - fra realtà leggenda e dicerie popolari

Prima che si parli di Perito bisogna che si parli di Pirillo Suttano, in gergo popolare Presuttano, piccolo paese dalla cui distruzione ebbe facilmente origine Perito.

Qualche voce parla anche di un certo Napoli Piccolo, antecedente ancora a Presuttano il quale si trovava fondato fra l’attuale Perito e Orria. Ma ciò non è attendibile, anche se in alcuni luoghi si possono notare dei resti di antiche mura.
 

 

I primi a popolare questi villaggi furono dei banditi, (lo stesso nominativo "Napoli Piccolo" può far presagire un distacco forzato e sofferto, da Napoli Capitale; e il nome in ricordo di essa). Questo rifugio di masnadieri era fondato al centro di un semicerchio di colline che man mano allontanandosi dal centro andava degradando in altezza, in modo da offrire un’ampia visuale a chi vi si rifugiasse. Inoltre da un lato veniva protetto dal fiume Alento e dall’altro dalle paludi Veline.

Pian piano questo paese si spopolò perchè si offriva un rifugio sicuro, ma con scarse probabilità di sopravvivenza per l’asperità del sito; quindi i suoi abitanti si spostarono verso Presuttano che già doveva esistere anche se solo sottoforma di alcune capanne di pastori, ma non tutti contribuirono a formare un solo agglomerato, vi fu chi si fermò prima, sulla collina che sovrastava il piccolo villaggio. Fu eretta una torre sul promontorio più alto che sovrastava le borgate, la quale più tardi fu rimodernata.

Frattanto l’incursione araba che ebbe inizio verso lo 827/828 nelle zone cilentane, e che radeva al suolo varie città marinare, contribuì alla formazione di vari paesotti nella zona. Anche Presuttano contribuì ad offrire asilo a tali persone, ma diede loro ospitalità facendole accampare sulla collina sovrastante al pese, in modo che svolgessero il lavoro di vedette per eventuali incursioni. Del resto non venivano retribuite, e scarsamente sfamate e vestite; non avendo nulla di proprio, dovevano accontentarsi. Frattanto gli arabi si spinsero fino in quei luoghi, e in ogni paesotto fondarono una moschea, che, poi, con la loro scacciata, venne consacrata al culto Cristiano in onore della Madonna delle Grazie

Anche a Perito fu fondata tale moschea, che poi divenne la cappella di Sant’Antonio Abate).

Frattanto Presuttano andava ingrandendosi e si estendeva verso Chiusa re Jumara, comprendendo via dei Greci, la chiesa di Santa Caterina fino a Sant’Antonio. Sul bivio dei Grieci, Ancora oggi, vi è una cappella di campagna, che, a suo tempo fu una cappella di San Benedetto, costruita dai benedettini, che avevano il loro convento presso la fornace. Dopo la distruzione di Pirillo Suttano, sorse il nuovo paese verso il 1200 sulla sommità della collina ove già erano delle baracche per le predette sentinelle e la torre che venne restaurata a campanile per la chiesa dedita a San Nicola di Bari; costruzione risalente circa al 1500.

Nel 1187, Federico Barbarossa fece sposare il figlio Errico con Costanza, figlia di Ruggiero il Normanno, re di Sicilia, attraversò l’Italia, lasciò un dislocamento nelle zone del Cilento presso Gioi Cilento, la quale città, non avendo voluto riconoscere l’Imperatore Federico come Sovrano, era restata assediata da un ufficiale di questi, soprannominato Faerbis. La città ben fortificata resisteva agli assalti nemici; assediandola si sperava di prenderla per fame, ma gli abitanti di Gioi con abilissimo trucco riuscirono a prendersi gioco dei nemici. (Il cibo scarseggiava nel campo degli occupanti, ma i gioiesi ormai erano alla fame, bastavano altre 48 ore e forse anche di meno per alzare bandiera bianca, l’idea fu di dar da mangiare ai nemici: furono munti tutti gli animali che potevano offrire del latte, ed anche le donne che allattavano i loro piccoli. Con quel latte furono costruite delle "forme" di formaggio e fatte rotolare nel campo nemico. L’ufficiale delle forze assediatrici si chiese:

"che assedio è mai questo? Se i miei uomini sono alla fame, e il nemico ci invia del formaggio per sfamarci? Come vuoi che un paese così ben fornito e fortificato possa cedere all’assedio?!?"

Allora l’assedio fu tolto, ma la leggenda vuole che l’ufficiale, oltre a subire lo scacco gioiese, trovasse scomparsa dal proprio accampamento la figlia che si era innamorata di un giovane di Presuttano. L’ufficiale giurò di distruggere la città, il Paese, il villaggio in cui l’avesse trovata.

Sfortuna volle che la trovasse a Presuttano, e tutti gli abitanti furono passati a fil di spada, solo pochi fortunati riuscirono a salvarsi dandosi alla fuga.

Alcuni detti popolari parlano della distruzione di Presuttano da parte delle formiche, ma si presume non sia altro che un riferimento all’ufficiale di Barbarossa.

E’ certo che la distruzione di Presuttano contribuì alla formazione del nuovo paese - Perito - Le prime case che vi sorsero furono quella dei Cirillo (soprannominata Dei Sette Dottori) ai Turri e quella di Angeloccia in Piazza Serre.

Con l’editto di Saint Cloud del 1804 e convalidato nel 1806 anche per il regno Italico, per norme igieniche, non si poteva più seppellire un morto anche se nobile e illustre che nel cimitero; proibita dunque la sepoltura nelle chiese e nelle piazze fino allora in voga. Con ciò si dovette creare un cimitero, che venne costruito, negli ortali al disotto della chiesa madre verso nord-ovest, in modo che fosse di fronte all’entrata principale della chiesa. (per la cronaca, fino al 1960 circa , si notavano sullo spiazzo laterale la chiesa verso sud , fuoriuscire dal terreno i teschi e le ossa di chi ivi era stato sepolto. Senza dubbio erano gli scheletri di chi prima del 1804 non aveva trovato collocazione nei sotterranei della chiesa stessa.)

Nel 1894, poichè i morti putrefacendosi continuavano ad emanare un cattivo odore, le autorità sanitarie del luogo fecero costruire un nuovo cimitero che fu fondato lo stesso anno fuori dal paese sulla strada che conduce a Orria.

Verso il 1896 fu costruita la prima fontana del paese su un pozzo di acqua sorgiva, detta l’Acqua Abbascio.

Il nome Perito si vuole derivi dall’evento che il paese preesistente perisse, fosse distrutto dal nemico.

Altra derivazione al nome Perito è da attribuire alla coltivazione di Pere che si effettuava in quel casale, quindi Pereto.

Una terza derivazione viene attribuita alla selce piromaca, un tempo usata per ottenere scintille, fuoco, polvere da sparo; perchè in loco si costruiva la famosa polvere nera del Cilento, e Perito fu il paese in cui maggiormente si producesse questa polvere, (ancora vi si conservano gli enormi mortai in cui veniva fabbricata.) Una vecchia storia che circola ancora oggi in paese vuole che l’inventore della polvere nera, nascondendosi dietro un cespuglio, la provasse su di un monaco che ivi si trovava di passaggio. Avvicinatosi al caduto, visto che la sua fucilata aveva ottenuto l’effetto di ammazzare il religioso, si dice che abbia esclamato "La porve è bona..., funziona!". Per tale evento fu definito anticamente "Paese dei sanguinari". Di seguito si trascrive la formula della polvere nera di Perito Cilento. (1Kg. di salnitro cilentano, 3 onze e mezza di zolfo giallo (di prima qualità, prefiribilmente marca Ferastriello), 3 onze e mezza di carbone leggero, si comincia a misturarla il mese di settembre, muovendola ogni volta che cambia tempo, fino al mese di settembre dell’anno successivo. Si faccia attenzione di pestare e sfrangere per bene tutti gli ingredienti in modo da ridurli in polvere, ma separatamente l’uno dall’altro, poi misturarli attentamente come sopra detto). <<per la preparazione della "polvere nera" di Perito vedi anche: PRIMI... ED ULTIMI CANTI POPOLARI CILENTANI a cura del Prof. Dino Baglivo Pag. 119>>.

PERITO -Nel 1900- Fra realtà, leggenda e dicerie popolari.

quella di Rosa Tierno; a sinistra il frantoio ancora della famiglia Gatto, al cui termine una nuova stradina conduce alla variante e alla casa dei Volpe, dove nei tempi passati furono arrestati i briganti Capozzoli di Monteforte Cilento;la falegnameria dei Cirillo (Alis Russo), con la loro abitazione di fronte. Col proseguire la casa degli Agostino, dei Lava, degli Apolito con difronte verso ponente Vicolo primo Turri; a sinistra casa di Giovanni Apolito, e al lato opposto casa dei Cirillo (Alias Sette Dottori) con L’Arco "re l’Urmo" (così chiamato per una vecchia pianta di olmo ivi esistente nel passato) da cui si diparte un’altra strada principale. (2*)

Il paese comprende pochi altri edifici sui "Cosentini" e la casa di Antonio Montillo, (alias Re Mangino) e si completa con la casa di Raffaele "Russo" ove abiterà il sacerdote del paese Don Domenico, originario di Pattano.

In fine la cappella della Madonna del Monte. A sud la vasta campagna dove sorgeva Pirillo Suttano. (3*) (In questa zona, secondo la leggenda - e a testimonianza di Antonio "Re Mangino" - prima del Concilio Vaticano II°, abitavano i "Tartaruculi" piccoli mostricciattoli dall’aspetto quasi umano, dotati di artigli, con un piede umano e l’altro di porco (maiale), intolleranti alle ingiurie e ai maltrattamenti.)

A est la strada che conduce a Ostigliano, con la casa dei "Meola" ultima e prima casa del paese, in località "Serrone".

(1*) Via Funtana Abbascio prende i seguenti nomi: Mango prima della fontana, Funtana Abbascio, Ferrarulo, dopo la funtana, Prato, Casa Antica, Burrone, Ostigliano.

(2*) La via che parte dall’Arco re l’Urmo e finisce al fiume prende i seguenti nomi: Aria re Falla, Costa, Laura, Aria Granni, Campo re Curraro, Filitto, Fiume.

(3*) Altra strada è quella che parte dalla chiesa della Madonna del Monte, passa per Presuttano e conduce (dividendosi a Sant’Antonio in due rami) a Omignano Scalo, più precisamente a Fasana e a l’Isca re Landi.

Comincia prendendo i seguenti nomi: Chiusa re Jumara, incrocio via Grieci, (che conduceva giù al vallone fra Orria e Perito, alla fornace, e sempre dirigendosi verso Est al convento Benedettino) Santa Caterina, Sant’Antonio, e poi un’altra biforcazione a destra denominata del Tempone, Via Setole, che si divideva ancora in due, Temparusso, che conduce a Fasana e via Cerreto, che conduce a l’Isca re Landi.

La biforcazione a a sinistra di Sant’Antonio, si denomina via Caterini, Fosse, Fasana .

 

(**) Altra via di minore importanza è quella che conduce a Orria che scende prima nel vallone fra Orria e Perito per poi risalirne; essa via Suverito si trova a nord del nuovo cimitero.

Anche in poesia, Perito risponde a una precisa ricostruzione "storica". E’ il caso di trascrivere lo strambotto riportato nel testo surriferito del prof. Baglivo, intitolato al paese.

 

Prito è fabbr’cato a quatto Pizzi

re tutt’e quatto me so’nnamurato

ca a li Turri so li muss’afflitti

a la Ficu-Puglia li scumunecati

a Santa Matalena mena viento

e ‘miezzo Prito le rose ‘ngarnate.

Si vuò sapè addò so li billizzi

ra Sant’Antonio fin’a li Pizzi.

A conclusione di questa piccola storia, ricordiamo l’evento del parziale crollo del soffitto della chiesa durante la funzione del Natale del 1949 celebrate dal sacerdote Emilio Gatto, si trascrivono i versi di Giuseppe Cirillo "re Paccaromo".

 

 

Ricordo
LA NOTTE DI NATALE DEL 1949"
 
A Perito la notte di Natale
solenni in chiesa eran le funzioni;
ristoro di ogni misero mortale
chieder perdono delle sue azioni.
 
E sul più bello cadde dal soffitto
una gran quantità di materiale,
un attimo sospesi tutti zitto
ogni core un brivido l’assale.
 
Ah quante genti che dovean finire!
in ognun poco sangue era restato.
Fu divino volere il non perire
del Redentor che allor era passato.
 
Il sacerdote da dietro l’altare
che nel presepio Cristo v’esponeva,
sentì il rumore, la gente gridare,
ma non vedeva quel che succedeva.
Quando la scena vide, oh che momento!
Il cuore gli si spezzava dal dolore,
sta per cadere, vien sorretto a stento,
come un morto divien il suo colore.
 
Cessan le grida e la confusione
le ferite son risultate nove.
Finì con messa letta la funzione
del bel Natale del quarantanove.

 

Basilio Santocrile
 Proprietà letteraria riservata di Basilio Santocrile, viene consentita la riproduzione dei racconti poesie detti ecc.. per intero a mezzo stampa radio TV ed internet, citando l’ autori e il titolo del libro. – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

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