La Primula Palinuri - il fiore simbolo del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano
Il logo del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano
Le ciaramelle

Il territorio del Parco Nazionale del CilentoLe aree protette del Parco Nazionale del CilentoI musei del Parco Nazionale del CilentoSiti Archeologici del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di DianoItinerari del Parco nazionale del CilentoFlora del Parco Nazionale del CilentoFauna del Parco Nazionale del CilentoFigli e ospiti illustri del CilentoStoria del Parco Nazionale del CilentoMiti e leggende del Parco nazionale del CilentoProdotti tipici del CilentoRicette del CilentoTradizioni del Parco Nazionale del Cilento

"Il fiore dell'agave": il Cilento di Raffaele De Pascale, fra sbarchi saraceni e Masaniello

Il fiore del Cilento

Dalla lettura del romanzo breve “Il fiore dell’agave”, di Raffaele De Pascale, si rimane perplessi.

Esso sembra sfuggire a tutte le categorie letterarie a cui si è abituati, rendendo quasi impossibile identificare dei parametri di valutazione affidabili.

È un romanzo, certo, o un lungo racconto. Ma, se si tenta di delineare la trama, ci si avvede che, in realtà, vengono proposti in successione otto racconti, tanti quanti sono i capitoli del libro.

 

Ciascuno di essi segue un suo percorso narrativo, una sorta di filo teso quasi a spezzarsi. Quando la situazione evocata raggiunge l’acume ed il pathos vibra in un crescendo fino al massimo, poi, gradatamente, si placa, si distende in una tragica severità.

 

Questi fili, però, si intrecciano nel proseguo del narrato, formando una fitta ragnatela di riferimenti, una “ragna”, a voler riprendere una parola usata frequentemente dall’autore: un labirinto, un ginepraio, una struttura a più strati che spalanca prospettive a nuove e sempre più complesse chiavi di lettura.

Al centro di tale micro universo si sfoglia l’ambientazione che ha non solo un colore, una luce, ma addirittura un profumo inconfondibile.

Secondo il lettore è questa la cifra emblematica dell’intero libro. È vano inoltrarsi nei meandri della struttura nel tentativo di individuare precedenti analogie, parallelismi.

Si potrebbe pensare, in una prima valutazione, ad un sorpassato di verismo nell’evocazione di certe atmosfere paesane, ma non troviamo il distacco impassibile di Verga o Capuano, perché l’autore è compartecipe delle vicende di Iacopo, Giulia, Ricuccio e Crisalinda, le cui vite si incontrano nello svolgersi degli eventi.

Ancora meno pertinente sarebbe un richiamo al romanticismo minore, in quanto, nel clima generale del racconto, non vi è nulla di meno romantico, per cui il vorticoso affollarsi di particolari caratterizzanti una realtà peculiare delineata con mano forte estranea ai cliché tardo ottocenteschi, aliena nel patetico da cui la tragedia scaturisce naturale, quasi per forza d’inerzia, ma con l’energia con cui l’acqua rampolla dalla sorgente.

Ciò che sbalordisce nel romanzo è lo stile. Nonostante il succedersi di avanguardie e neo-avanguardie nella letteratura Italiana, finora non si era visto niente di simile. Risalta certamente la vasta cultura dell’autore e la sua perfetta padronanza del mezzo linguistico.

 

Condividi questo articolo:

Prossimi eventi

0razio Lembo . 22 Novembre 2012
In occasione del Natale 2012 torna puntuale "Mercatoinfesta", Mostra Mercato di artigianato e di sap...
0razio Lembo . 22 Novembre 2012
La Sagra del Fagiolo fa emergere dal passato le antiche taverne e con esse i personaggi caratteristi...
0razio Lembo . 22 Novembre 2012
Lungo le vie del suggestivo centro storico di Perito, un unico e intenso profumo di pietanze tipiche...
0razio Lembo . 11 Giugno 2012
La Transmarathon è una corsa estrema a tappe sui sentieri e sulle strade del Parco Nazionale del ...
0razio Lembo . 11 Giugno 2012
Durante la seconda guerra mondiale, tra il 28 ed il 29 marzo 1941 nelle acque a sud del Peloponneso,...